Fiorella Mannoia torna alla Notte Rosa e propone a il suo nuovo lavoro “Il movimento del dare”, l'album che contiene le collaborazioni con alcuni dei grandi nomi della musica italiana (Ligabue, Fossati, Jovanotti, Battiato e molti altri). Durante il concerto della Notte Rosa Fiorella Mannoia canterà per il suo pubblico, sempre più numeroso e affezionato, i nuovi brani, interpretazioni inedite e non mancheranno alcuni dei suoi grandi successi.
“Questi per me sono stati anni intensi, pieni di musica, eppure l'ultimo inedito risale a sette anni fa: sembra incredibile che sia passato così tanto tempo! Ora sta per uscire questo nuovo lavoro in cui ho ritrovato vecchi amici e ne ho conosciuti di nuovi, è stata un'esperienza stimolante. Sono sempre più convinta che nel confronto con gli altri risieda l'essenza del nostro mestiere”. Sono le parole di Fiorella Mannoia che commenta l’uscita del suo nuovo album IL MOVIMENTO DEL DARE uscito nei mesi scorsi. Un disco pieno di sorprese con molti autori che per la prima volta hanno scritto appositamente una canzone per lei: a partire da Luciano Ligabue che ha firmato il singolo “Io posso dire la mia sugli uomini”. Sempre per la prima volta hanno scritto canzoni per IL MOVIMENTO DEL DARE i più grandi autori del panorama italiano: da Franco Battiato - che regala all’interprete romana il brano che dà il titolo all’album - a Tiziano Ferro, da Lorenzo Jovanotti a Pino Daniele fino a Bungaro. E non potevano mancare tra i grandi nomi Ivano Fossati, l’amico di sempre e Piero Fabrizi, produttore storico e arrangiatore dell’album. Il disco è anche impreziosito dai duetti con Franco Battiato e Tiziano Ferro che cantano con lei per la prima volta.
“É misterioso” - dice Fiorella - “come a volte gli uomini riescano a scandagliare l’animo femminile meglio di noi stesse”. Forse è soprattutto una questione di empatia. È vero, e lo confermano in questo nuovo disco i testi di “Io posso dire la mia sugli uomini” e “Capelli rossi”, firmati - come le loro musiche - rispettivamente da Ligabue e Pino Daniele, che ci sono cose che (di solito) “gli uomini non dicono”, e che riescono invece ad esprimere quando scrivono per Fiorella. Riescono, dunque, a parlare di sentimenti con la libertà e la spontaneità di cui, abitualmente, sono assai più capaci le donne. Ascoltando Fiorella Mannoia che canta, non si pensa più che quelle parole siano uscite dalla penna di un uomo. Sembrano non scritte “per” lei, ma quasi scritte “da” lei, tanta è la sua capacità di sapersi immedesimare così profondamente, empaticamente, appunto, nelle parole degli uomini che scrivono per lei: che siano firmate da compagni di viaggio come Ivano Fossati (“La bella strada”) e come Piero Fabrizi (“Primavera”, “Cuore di pace”) o da nuovi amici (il Bungaro di “Fino a che non finisce”), che siano espressioni inconfondibili della poetica di Franco Battiato e Manlio Sgalambro (“Il movimento del dare”) o del fluviale funambolismo di quel giocoliere di vocaboli che è Lorenzo Jovanotti (“Io cosa sarò”). E il flusso scorre anche in senso inverso: come dimostra “Il Re di chi ama troppo”, il testo di Tiziano Ferro (un altro degli incontri inediti di questo disco) che Fiorella fa suo con serena disinvoltura, senza che la declinazione al maschile del sostantivo e dell’aggettivo suonino incongrui.
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